Studio Legale Falivena e Pirrottina
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Diritto del lavoro
Se la contestazione è tardiva, scatta il reintegro del dipendente che si è autoridotto l’orario
La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precisato che nel licenziamento disciplinare per giusta causa, le infrazioni disciplinari vanno contestate dal datore di lavoro nell’immediatezza della loro commissione.Secondo la Cassazione “il tempo trascorso tra l’intimazione del licenziamento disciplinare e l’accertamento del fatto contestato al lavoratore può indicare l’assenza di un requisito della fattispecie prevista dall’articolo 2119 Cc (incompatibilità del fatto contestato con la prosecuzione del rapporto di lavoro), in quanto il ritardo nella contestazione può indicare la mancanza di interesse all’esercizio del diritto potestativo di licenziare; sotto un secondo profilo, la tempestività della contestazione permette al lavoratore un più preciso ricordo dei fatti e gli consente di predisporre una più efficace difesa in relazione agli addebiti contestati: con la conseguenza che la mancanza di un tempestiva contestazione può tradursi in una violazione delle garanzie procedimentali fissate dalla legge 300 del 1970, articolo 7Ó. CosŌ secondo la Suprema corte “la Corte territoriale ha correttamente ritenuto che il tempo trascorso fino alla contestazione fosse in contrasto con la regola della buona fede e della correttezza nell’attuazione del rapporto di lavoroÓ. In definitiva, “la mancanza di una tempestiva contestazione delle singole infrazioniÓ ha operato “quale fonte di una presunzione che si trattasse di un comportamento tolleratoÓ.
Corte di Cassazione, sentenza n. 1693 del 24.1.2013

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