Studio Legale Falivena e Pirrottina
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Diritto Civile
Non serve la forma scritta per ordinare l’acquisto di titoli
La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precisato che i contratti relativi alla prestazione di servizi di investimento devono essere redatti per iscritto (articolo 23 del Tuf), non cosí i singoli ordini, la cui forma è rimessa alla volontà delle parti e di norma è indicata all’interno dello stesso contratto quadro.Con questa motivazione la Corte ha bocciato il ricorso di un investitore che chiedeva alla propria banca il risarcimento per un investimento in obbligazioni argentine andato male per difetto del requisito legale di forma per via del fatto che gli ordini venivano impartiti oralmente.Secondo la Suprema corte, l’obbligo che grava sugli intermediari di registrare gli ordini telefonici su nastro magnetico o altro supporto equivalente (previsto dal regolamento Consob 11522/1998), da un parte non fa che confermare la validità degli ordini cosí trasmessi, dall’altra fissa unicamente un regola valida ex post ai fini della prova per costruire la ricostruibilità del contenuto di tali ordini. Si tratta, dunque, di un obbligo che grava sull’intermediario e che rimane estraneo ai requisiti di forma della dichiarazione dell’investitore che resta una dichiarazione in forma orale.
Corte di Cassazione, sentenza n. 2185 del 30.1.2013

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